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Il pop nella metro

Keith Haring, è nato il 4 maggio 1958 negli Stati Uniti.

Artista e writer è stato uno dei più grandi esponenti del neo-pop.

Pur avendo lavorato per poco più di un decennio è uno degli artisti più significativi della sua generazione, simbolo della cultura degli anni ’80.

La sua arte è un susseguirsi colorato di graffiti raffiguranti omini, cani, cuori, il tutto stilizzato, ridotto all’essenziale. Intrecci di figure e personaggi a volte come piccoli moduli che danno vita a storie che si intecciano con il tessuto urbano, di facile comprensione e riproduzione.

Il suo “Radiant baby” (il bambino raggiante) diventa un simbolo universale.

Il suo talento si manifesta quando è ancora molto giovane e, dopo aver regolarmente frequentato le scuole superiori, entra alla Ivy School of Professional Art di Pittsburgh.

Gira in autostop per tutto il paese negli anni della cocontestazione giovanile per conoscere il lavoro degli artisti della scena americana, dal vivo e non sulle riviste. Tornato a Pittsburgh nel 1976, entra all’Università e tiene la sua prima importante esposizione al Pittsburgh Arts and Crafts Center.

La sua maggiore formazione è quella della strada, la street art newyorkese, ma ben presto la sua arte raggiunge il pubblico delle gallerie e dei musei, passando per gli interventi negli spazi pubblicitari vuoti delle metropolitane e i murales negli spazi urbani. Dai primi anni ’80 la sua fama si estende per tutto il mondo.

Muore a soli 32 anni, nel 1990.

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Curiosità

Lui stesso spesso indossava T-shirt riproducenti le proprie opere.

L’arte di Keith Haring è strettamente legata alla musica, che ha spesso influenzato le sue creazioni.

Moltissimi gli artisti per cui ha realizzato grafichecover, sia della scena underground che star già acclamate.

La sua ispirazione è da ricercare in un mix tra black music, disco music, punk, funky, hih-hop e in generale a quella controcultura che lui stesso ha contribuito a rendere riconoscibile grazie ad un’arte che parlava il linguaggio della strada.