Piccoli Artisti: Hopper

Età: 5 - 10 ANNI

Durata: 2 ore

Finalità del laboratorio

Il laboratorio è ispirato dal rigore e dal realismo delle opere di Hopper che viene realizzato tramite l'utilizzo di un mezzo "libero" come il collage.

Obiettivi

La scomposizione dell'immagine che va ricreata tramite collage sviluppa in modo profondo il senso di riconoscimento delle forme.
Il lavoro di analisi sui colore aumenta le capacità espressive.

La creazione di una composizione all'interno di una cornice aiuta a migliorare la comprensione dello spazio a noi circostante. L’allestimento di una mostra degli elaborati porta all'accrescimento dell’autostima.

Creare una composizione legata alla realtà, ma allo stesso tempo capace di restituire la sensazione di un momento, aiuta il bambino ad utilizzare l'immagine come strumento di espressione dei sentimti.


Edward Hopper

Hopper ritratto da Arnold Newman/Getty Images

Edward Hopper, uno dei più grandi artisti americani, nasce il 22 luglio del 1882 a Nyack, piccola cittadina sul fiume Hudson, da una colta famiglia borghese.

Appassionato di architettura, sogna di diventare architetto navale, ma nel 1900 inzia i suoi studi nella prestigiosa New York School of Art spinto dai genitori a studiare illustrazione per diventare un pubblicitario.

Assimila i grandi maestri, si esercita nelle copie delle opere più famose esposte nei musei, il tutto con grande ordine e rigore.
A questo somma le conoscenze tratte da un primo viaggio in Europa nel 1906 e la pratica che gli deriva dal suo impiego come illustratore.

Nel 1908 partecipa a News York ad una mostra di controtendenza, e l'anno successivo si insedia per sei mesi in Francia, dove e vive e dipinge.

Dal 1918 sarà tra i primi membri del Whitney Studio Club, un centro per gli artisti indipendenti ricco e vitale.
La sua pittura "realista" trova parte attiva negli anni '50 sulla rivista "Reality", nata in risposata al dilagare delle arti astratte e all'Informale.

Amante dei paesaggi urbani, delle architetture in interni (ispirate dalla sua conoscenza di Degas), affina col tempo una pittura costruita con un taglio fotografico, in cui personaggi solitari si aggirano silenziosi e meditabondi.

L'aver conosciuto gli impressionisti, con la loro attenzione alla luce nel passare delle ore del giorno, lo porta a realizzare opere dai colori vividi e molto riconoscibili, in cui le ombre stesse sono colore.

La luce (sia essa diurna, notturna, artificiale o naturale) contribuisce a crea un paesaggio silenzioso, scomposto in forme semplici, spesso determinate dalla scelta del dettaglio: non è una casa, ma la porzione di una facciata, non è una stanza ma il convergere di due pareti.


Curiosità

Hopper era un uomo molto riservato, tanto che nel 1956 andò su tutte le furie quando il Times gli dedicò la copertina.

Sua moglie Jo, incontrata quando lei aveva 40 anni e lui 41, fu la sua musa, gli fece spesso da modella ed era anche lei un'artista; lui la portò a smettere di dipingere e lei lo rimpianse per tutta la vita.

Le su opere hanno stretti legami col cinema: la casa di Psycho (di Alfred Hitchcock, 1960) sembra la riproduzione di House by a Railroad (1925). Molti registi si sono ispirtati alle sue composizioni: Woody Allen, Terence Malick, e Wim Wenders, suo grande ammiratore, che dice delle sue opere: "Abbiamo l’impressione che qualcosa sia successo o stia per succedere. Se guardi lo stesso dipinto dopo 10 minuti, hai l’impressione che qualcosa sia successo."

In omaggio alla sua arte Gustav Deutsch ha diretto nel 2013 un film sperimentale "Shirley: Visions of Reality" interpretato dalla ballerina e coreografa canadese Stephanie Cumming.

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